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COS'E' L'OSTEOPATIA "BIODINAMICA" - 2014

 

 

L' OSTEOPATIA BIODINAMICA

(MOVIMENTO PRESENTE E QUIETE)


Molto spesso accade che i miei pazienti/clienti mi chiedano a fine trattamento come mai sono rimasto fermo con le mani poggiate su alcune parti del corpo per quasi tutto il tempo della seduta, senza muoverli come avviene col tradizionale trattamento osteopatico, ed io rispondo che ho semplicemente applicato un approccio terapeutico che si chiama Biodinamica meglio detta “Movimento Presente e Quiete” (pratica terapeutica che si consegue in tre anni di corso dopo esser diventati osteopati); non avendo tempo a disposizione per spiegare loro in cosa consiste ma rassicurandoli sul senso scientifico dell’approccio, mi sono riproposto di scrivere questo articolo dove cerco di spiegare in cosa consiste la “Biodinamica” che alcuni Osteopati come me praticano, sottolineando sin da subito che mentre le “TECNICHE” osteopatiche si applicano nella “stessa maniera” sui diversi pazienti, la Biodinamica esalta “L’INDIVIDUALE” capacità del corpo di autocorreggersi, quindi generare processi di autoguarigione. E' risaputo che chi governa la funzionalità del corpo sono le leggi della Fisica ma, in particolare la Fisica Quantistica, che seguo da anni, ha dato ragione del perchè si verificano eventi di ripristino e potenziamento della salute attraverso questo approccio terapeutico. La Biodinamica non ha controindicazioni e si applica a tutte le età, dal neonato alla persona anziana…buona lettura!     Rino Mastromauro

Cenni storici sull'Osteopatia Biodinamica

L'Osteopatia Biodinamica (OBC), trae origine direttamente dal pensiero di A. T. Still e W. G. Sutherland, fondatori dell'Osteopatia. A Metà del 1930 Sutherland (fondatore dell'osteopatia craniale) si occupò della fluttuazione del liquido cefalo rachidiano (LCR), guidata da quello che lui chiamò Meccanismo Respiratorio Primario (MRP). Sutherland descrisse la circolazione del LCR verso il basso e intorno alla colonna in una modalità di pulsazione ritmica e spiraliforme.
Il fenomeno di quello che viene chiamato impulso ritmico craniale (IRC) è tuttora poco compreso e la sua origine rimane sconosciuta. Studi clinici attuali riportano un IRC palpabile di 6-12 cicli al minuto, indipendentemente dal ritmo cardiaco e diaframmatico.
Sutherland, negli ultimi 10 anni della sua vita, inizia a descrivere il MRP come mosso da forze esterne, che chiamò "Respiro di Vita", egli descrive un sistema Poliritmico, ritmi di 2-3 cicli al minuto ed altri ancora più lenti come la "Marea Lunga" di 6 cicli ogni 10 min; queste armoniche sembravano in relazione con la salute del paziente.
Quando Sutherland pubblica nel 1938 le sue intuizioni, l'osteopatia sta attraversando un periodo di riduzionismo, molti operatori si focalizzavano solo sugli aspetti meccanici dei principi e della pratica dell'osteopatia.
L'osteopata americano James Jealous porta avanti, insieme ad alcuni allievi di Sutherland (R. Becker e R. Fulford), lo studio da lui iniziato negli ultimi anni della sua vita, attingendo il termine Biodinamico dagli studi dell'Embriologo Tedesco Erich Blechsmidt. Nasce così l'Osteopatia Biodinamica in ambito Craniale (OBC).


Concetto di salute nell'Osteopatia Biodinamica

Nell'OBC viene dato grosso rilievo al concetto di salute, in realtà esso rappresenta un caposaldo dell'Osteopatia sin dai tempi di Still, il quale dava grossa importanza alla salute, intesa come naturale tendenza all'auto guarigione. Il concetto di salute viene ripreso da W. G. Sutherland, soprattutto nella parte finale della sua vita. Nei suoi studi sul "soffio vitale" (fonte innata di salute), Sutherland realizza che il Meccanismo Respiratorio Primario (espressione corporea del soffio di vita) detta i tempi della salute, cioè della guarigione.
Per Sutherland Il MRP e la salute sono due momenti di uno stesso tipo di fenomeno.
La salute non rappresenta il rovescio della medaglia della malattia, nella malattia e nella lesione osteopatica c'è comunque una condizione di salute che continua ad operare.
James Jealous, rimase colpito dalle conclusioni dell'embriologo tedesco E. Blechsmidt, capì che egli, senza una conferma palpatoria, doveva aver sperimentato "le forze organizzatrici della Respirazione Primaria al lavoro". Nel suo libro "L'inizio della vita umana", Blechsmidt sostiene che esiste una cinetica, una dinamica, una biodinamica nell'evoluzione embrionale che si basa sulla presenza di forze dall'esterno che incidono sull'attività interna.
Nel momento in cui si sviluppa la vita c'è bisogno di una sorta di accensione, qualcosa che si accende, e che continua a dettare nell'embrione i tempi di sviluppo. Queste forze embrionali sono molto spesso forze della guarigione, sono quelle forze che dal momento in cui si è sviluppato il SNC continuano ad operare, anche nell'adulto.


Lesione Osteopatica e "salute" per l'Osteopatia Biodinamica

Le fasce (tessuto connettivo), giocano un ruolo fondamentale nella trasmissione delle informazioni da un punto all'altro del sistema corporeo. Questa capacità le rende uno strumento indispensabile per la salute dell'individuo, rappresentando un elemento essenziale per il mantenimento dell'omeostasi (equilibrio interno). Tutto questo a condizione però che non ci siano interruzioni della stessa, e che venga garantita una rete di relazioni che ricostruisca l' unità. Quando questa continuità delle fasce non è garantita (ad esempio in caso di esiti cicatriziali o fibrosi muscolari conseguenti a traumi, malattie, problemi posturali, etc), viene pregiudicata una corretta trasmissione delle informazioni all'interno del sistema corporeo, il quale cercherà di trovare una soluzione a questo buco della comunicazione, in modo da mantenere un equilibrio il più possibile economico. Nasce così la lesione osteopatica, che non sarà mai un evento biomeccanico isolato, ma piuttosto una sorta di disturbo del tutto. Per l'Osteopatia la lesione osteopatica è da considerarsi sempre un tentativo del corpo di mantenere un equilibrio, per l'OBC nella lesione osteopatica è sempre presente una forma di salute che opera.
L'OBC, rappresenta un'evoluzione della filosofia Osteopatica, che si allontana dalla "Tecnica", intesa come lavoro indirizzato alla lesione osteopatica nel tentativo di eliminarla.
"La Tecnica" dell'OBC non è tanto rivolta alle lesione osteopatica, quanto piuttosto alla salute che è presente all'interno della stessa lesione.
Questo permetterà all'operatore OBC di ricreare una continuità della comunicazione all'interno del sistema del paziente "stato di Neutro", consentendo alle forze auto regolatrici del paziente di fare il resto, eliminando le lesioni o trasformandole in qualcosa di meno dispendioso per il sistema.


Il "Neutro" nell'Osteopatia Biodinamica

Il Neutro è alla base di qualsiasi trattamento Osteopatico, lavorare sul neutro significa ottenere una risposta del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), verso un equilibrio. Quando si lavora in maniera meccanica locale, l'induzione dei tessuti operata dal terapeuta, porta ad un "Neutro locale" (rilascio locale delle tensioni), cioè la zona sotto le mani del terapeuta si rilassa. Il Neutro in questo caso è conseguente ad affaticamento del SNA, indotto dalla manovra esercitata sui tessuti dall'operatore. L'approccio OBC invece, mira ad ottenere un "Neutro globale" (la parte in lesione uniformizza la sua tensione con quella del resto del corpo). Il Neutro in questo caso è ottenuto grazie ad un bilanciamento del SNA indotto dalla sincronizzazione dell'operatore con i ritmi più lenti della respirazione primaria.
Nel trattamento osteopatico classico il Neutro locale conclude la tecnica o il trattamento stesso, i tessuti si rilassano sotto le mani dell'operatore, e la lesione osteopatica "è risolta".
In realtà con il trattamento osteopatico meccanico tradizionale spesso si osserva una recidiva delle lesioni, nel momento in qui si riattiva il SNA.
Nel trattamento OBC il Neutro globale rappresenta il punto di partenza del trattamento.
Con il SNA bilanciato l'operatore può permettere ai processi auto correttivi di risolvere le lesioni osteopatiche, egli in questo caso non induce, ma rende possibile un processo correttivo intrinseco, che oltre ad essere spesso risolutivo, riduce al minimo le reazioni post-trattamento.
Per raggiungere il Neutro globale, l'osteopata Biodinamico deve entrare in sintonia con i ritmi cranio-sacrali più lenti.
Per l'OBC, l'IRC (ritmo cranio sacrale di 6-12 cicli al minuto) sarebbe la conseguenza di un'irritazione del SNA, indotta dalla tecnica d'ascolto dell'operatore, troppo focalizzata. Rilevare i poliritmi, richiede all'operatore di aumentare l'attività "afferente" e diminuire quella "efferente".
In altre parole deve enfatizzare la ricezione piuttosto che la trasmissione, l'operatore deve sincronizzare la sua attenzione percependo (la percezione in questo approccio non è tattile ma propriocettiva) la lesione a partire dalla globalità del corpo del paziente, attraverso quella che viene definita dalla OBC "Attenzione divisa", quando ciò avviene l'operatore avverte i ritmi più lenti ed il segnale si sposta dall'IRC al ritmo di 2,5 ritmi al minuto.
"Quando un paziente raggiunge il Neutrale, il sistema nervoso centrale si acquieta (spesso il paziente si addormenta), con il SNC "messo a riposo" l'intera persona (SNC, LCR, tutti gli alti fluidi e tessuti) si fonde nel Corpo Fluido, il movimento nel Corpo Fluido risponde liberamente alla presenza esterna del mondo naturale. L'immagine palpatoria che emerge lavorando con i ritmi lenti è quella di unità fluidica, cioè il MRP non rimane più confinato al cranio ma investe tutto il corpo del paziente, cioè l'intero corpo si comporta come se fosse una singola unità di sostanza vivente." (Jeauleus).

Riassumeno i PRINCIPI:

Alla base della biodinamica sono i fondamenti anatomo-neuro-fisiologici dell’osteopatia Cranio-Sacrale. 
Nel sistema Cranio – Sacrale (cranio- colonna- sacro), che contiene il Sistema Nervoso Centrale, esiste un fluido chiaro come l’acqua,  il Liquido Cefalo Rachidiano (LCR), che svolge nel Sistema Nervoso Centrale funzioni simili a quelle che svolge il sangue per gli altri tessuti corporei: nutre le strutture nervose (cervello e midollo spinale) e veicola sostanze per il sistema immunitario. Oltre a ciò, svolge un vero e proprio ruolo di protezione per le strutture nervose ad esso connesse, facendo parte di un sistema idraulico semichiuso che circola dal cranio alla colonna e viceversa.

Dato che ogni funzione del nostro corpo è in qualche modo connessa con il SNC, possiamo immaginare quanto sia importante la libera circolazione del LCR per il buon funzionamento del nostro Sistema Nervoso Centrale e i conseguenti meccanismi corporei di autoregolazione

Alla base dell’organizzazione del sistema umano esiste una fonte di salute perenne, il "Soffio di Vita" così come lo definiva il Dr. Sutherland (il padre dell’osteopatia craniale), che si manifesta nel corpo attraverso il Sistema Cranio Sacrale.
Il principio organizzativo del "Soffio di Vita" può essere percepito come un moto sottilissimo, la Respirazione Primaria, riferita ad una motilità fluida che permea e mobilita le strutture apportando energia vitale.

La forza vitale intrinseca del corpo, il "Soffio di Vita", fu considerata dal Dr. Sutherland, la forza animatrice ossia la "Fiamma del Fuoco di Vita", o la scintilla che sta dietro questi ritmi involontari. Alludendo all’origine di questo fenomeno, altri terapeuti professionisti vi hanno fatto riferimento come al “respiro dell’anima del corpo”.

Si ritiene che il "Soffio di Vita" porti in sé una “potenza” o “forza” delicata, eppure ponderosa, che quando si trasmette al corpo produce dei ritmi sottili. Il Dr. Sutherland si accorse che il fluido cerebrospinale (LCR) ha un suo ruolo importante nell’esprimere la potenza del "Soffio di Vita" e nel distribuirla attraverso la "Respirazione Primaria". 
La potenza del "Soffio di Vita" riveste un ruolo determinante per per il mantenimento della salute e dell’equilibrio corporeo.
In questa potenza è contenuto un progetto fondamentale per la Salute, che agisce a livello cellulare come un principio ordinatore e di regolazione di base.

Questo principio integra il funzionamento fisiologico di tutti i sistemi corporei. Il Dr. Sutherland ritenne, dopo aver valutato e trattato secondo questi principi migliaia di pazienti, che la potenza del "Soffio di Vita" avesse in sé un’Intelligenza (che egli scriveva con la "I" maiuscola) di fondo, e si era reso conto che l’operatore poteva adoperare questa forza intrinseca per aiutare la Salute (che egli scriveva con la "S" maiuscola), riuscendo a percepire e cooperare con le diverse maree  (diversi ritmi) della "Respirazione Primaria".

VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

L’operatore, innanzitutto valuta i movimenti dei tessuti e dei fluidi corporei, appoggiando delicatamente le mani (principalmente su cranio, sacro, colonna, caviglie, ventre) e successivamente, cerca di ristabilire un riequilibrio, favorendo le funzioni della linfa, dei liquidi intra ed extra cellulari e ancora cefalo-rachidiani.

In questo modo il paziente si riconnette con la sua stessa natura, ovvero con le strutture embriologiche originarie ripercorrendo durante il trattamento le varie tappe di sviluppo delle diverse strutture in modo da avviare un processo di autoguarigione, tramite la riorganizzazione di eventuali disequilibri, che possono aver perturbato l'organismo, in qualsiasi momento recente o remoto.

QUANDO SERVE

Il campo d’applicazione è molto ampio:

  • disfunzioni neonatali strutturali e/o funzionali
  • disturbi comportamentali nel bambino
  • Gravidanza e post-parto
  • alterazioni del sistema immunitario
  • alterazioni del sistema endocrino
  • disturbi osteoarticolari e viscerali
  • anomalie cranio-facciali
  • squilibri conseguenti a terapie farmacologiche (antibiotici, chemioterapici, radioterapici, vaccini, anestesie, ecc...)
  • Stress, Ansia, Depressione, Menopausa
  • …ecc.

Questo approccio non ha controindicazioni e si applica a tutte le età, dal neonato alla persona anziana!

 

Dott. Rino Mastromauro

E-mail: info@rinomastromauro.it  Mobile: +39 349 4905169

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